Artists

Marilena Paradisi vocals
Natalino Marchetti accordion

CD info

Catalogue No: LOS 330-2
EAN: 7090025833304

1 Here´s That Rainy Day  (Jim Van Heusen) 4:07
2 On a Clear Day  (Burton Lane) 5:17
3 I Waited for You  (Dizzy Gillespie/Walter Fuller) 4:49
4 Ana Maria  (Wayne Shorter) 4:15
5 Always and Forever  (Pat Metheny) 4:02
6 Blue Prelude (Joe Bishop/Gordon Jenkins)  3:48
7 I Remember (Stephen Sondheim) 3:45
8 Luiza  (Antonio Carlos Jobim) 4:44
9 St. Vitus Dance  (Horace Silver) 2:25

Total Time 37:17

Recorded, mixed and mastered January 17 & 18 by Clive Simpson
at Studio Extra Beat, Rome, Italy
Produced by Marilena Paradisi & Natalino Marchetti
Executive producer Odd Gjelsnes
Cover photo by Geir Hareide Andersen
Duo photo by Fabrizio Sodani
Design by Max Franosch

Col suo originale percorso artistico riconosciuto dalla critica internazionale, la vocalist Marilena Paradisi porta in Blue Prelude tutta la profondità della sua ricerca vocale improvvisativa contemporanea, facendone il proprio tratto distintivo. In questo suo decimo album – il terzo pubblicato dalla Losen Records – il jazz ritrova la propria nudità espressiva, lontana da ogni sovrastruttura. In un dialogo musicale con il fisarmonicista Natalino Marchetti, tra le personalità più autorevoli del jazz contemporaneo, Marilena Paradisi costruisce un universo sonoro di rara intensità, dove la fisarmonica si trasfigura in un’orchestra da camera d’avanguardia, capace di generare risonanze inusuali e profondità quasi mistiche. Nel pianissimo più fragile o nel fortissimo più denso, i due artisti sembrano fondersi in un unico respiro improvvisativo. La vocalist attraversa i registri con una versatilità camaleontica, mutando colore e densità vocale tra un’introduzione e un tema, mentre la fisarmonica orchestrale di Natalino Marchetti ne amplifica continuamente le sfumature. Strumento infinito, la fisarmonica si traveste ora da clarinetto basso, ora da sezione d’archi, mentre il suono delle dita sui tasti diventa una carezza ritmica e percussiva che avvolge la voce.

La scelta del repertorio è di una bellezza travolgente, Jim Van Heusen Burton Lane, Dizzy Gillespie, Wayne Shorter, Pat Metheny,  Gordon Jenkins, Stephen Sondheim,   Antonio  Carlos Jobim, Horace Silver, composizioni di autori dalle atmosfere così variegate sembrano comunicare tra di loro, tenuti insieme da un filo rosso narrativo, dalla incredibile coerenza espressiva dei due interpreti .

In Here’s That Rainy Day, la ballad jazz si tinge di accenti tangueri e di una malinconia quasi argentina.

In On A Clear Day, sottratto al tradizionale quattro quarti e ricondotto a un fluido tre quarti, il tempo acquista la naturale oscillazione di un valzer veloce, lontano da qualsiasi prevedibilità swing.

In Ana Maria, brano dalla struttura vertiginosa, la complessità armonica si dissolve in una esecuzione dalla naturalezza disarmante. In tutto il disco, quello che più colpisce l’ascoltatore è come l’improvvisazione smetta di essere ornamento per diventare linguaggio vivo, continuamente alimentato da assoli mobili, fluidi, mai esibiti come puro virtuosismo.

L’estro del duo esplode nelle visioni di I Waited For You con una intro che si stacca completamente dalla tradizione e nella reinvenzione di Always And Forever. In quest’ultimo, Marilena compie il gesto più libero dell’album ossia trasformare un tema strumentale in racconto, improvvisando un testo italiano che fluisce con la stessa necessità poetica che attraversa la sua magistrale traduzione del testo brasiliano di Luiza.

Se gli altri brani parlano di amore e di attesa, I Remember è la chiusura perfetta che placa l’intensità emotiva dei brani precedenti. Qui, il suono della fisarmonica sembra proprio il battito del cuore che rallenta per permettere alla mente di ricordare. È pura poesia sonora.

E’ in Blue Prelude che il blu diventa l’eco del blues, dando il titolo ad un progetto che supera ogni idea precostituita sul rapporto tra voce e fisarmonica e dimostra come questa unione possa raggiungere una sorprendente purezza di stile.

Terminiamo l’ascolto col gioioso Saint Vitus Dance e, non contenti, ricominciamo ad ascoltare Blue Prelude dall’inizio, perchè già ci mancano quelle emozioni provate e vogliamo riviverle ancora.

Marilena Paradisi e Natalino Marchetti ci hanno regalato un album prezioso, denso di umanità e di grande ispirazione.

(Amalia Mancini)